L’attrito statico cede, poi arriva quello dinamico
Un blocco sul tavolo tirato da un dinamometro con forza crescente. Finché resta fermo, l’attrito statico è uguale alla forza della mano; quando la forza supera il massimo dell’attrito statico il blocco parte, e da lì l’attrito dinamico è un po’ più piccolo. Il grafico dell’attrito ha un gradino.
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attrito dinamico (striscia): Ad = μd · N
L’attrito statico non ha un valore fisso: vale quanto serve per tenere fermo il blocco, fino a un massimo μs N. Nel grafico è la retta a 45°: attrito uguale alla forza della mano.
Quando la mano supera quel massimo, il blocco si stacca e l’attrito diventa dinamico, μd N, di solito più piccolo. Per questo un mobile pesante è difficile da smuovere ma poi scivola più facilmente. La differenza F − μd N fa accelerare il blocco.
N è la forza con cui il tavolo spinge il blocco, qui uguale al peso. Se metti μd più grande di μs, la scena lo tiene uguale a μs: l’attrito dinamico non supera mai quello statico.
L’animazione mostra, la spiegazione fa capire
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