La caduta libera

La caduta libera: 1, 3, 5, 7, 9

Una palla lasciata cadere viene fotografata a intervalli di tempo uguali. Il primo tratto è d₁; i successivi valgono tre, cinque, sette, nove volte d₁. È la firma del moto uniformemente accelerato scoperta da Galileo, e vale su qualunque pianeta.

Primo tratto d₁ = ½ g Δt² —
Secondo tratto / d₁ —
Terzo tratto / d₁ —
Velocità all’ultimo lampo —
h = ½ g t²

Nel vuoto tutti i corpi cadono con la stessa accelerazione, g = 9,81 m/s² sulla Terra: è un moto uniformemente accelerato con partenza da ferma, e la quota scesa vale ½ g t².

Dopo 1, 2, 3, 4, 5 intervalli la palla è scesa di 1, 4, 9, 16, 25 volte d₁: i quadrati. Le differenze fra quadrati consecutivi sono i numeri dispari 1, 3, 5, 7, 9. Galileo lo verificò facendo rotolare sfere su un piano inclinato, per rallentare la caduta.

Cambia pianeta: sulla Luna g è sei volte più piccola e i tratti si accorciano, su Giove si allungano, ma la sequenza dei dispari non cambia. La freccia blu è la velocità, che cresce di g ogni secondo.

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