Il moto decelerato

Lo spazio d’arresto: prima si reagisce, poi si frena

Il guidatore vede un ostacolo. Per un tempo di reazione l’auto prosegue alla stessa velocità, poi frena con decelerazione costante fino a fermarsi. Lo spazio d’arresto è la somma dei due tratti: il primo cresce con la velocità, il secondo con il suo quadrato.

Spazio di reazione v · tr —
Spazio di frenata v² / (2a) —
Spazio d’arresto —
a velocità doppia —
d = v · tr + v² / (2a)

Nel tempo di reazione, circa un secondo, il piede non ha ancora toccato il freno: l’auto fa un moto uniforme e percorre v · tr. A 90 km/h, cioè 25 m/s, sono 25 metri prima ancora di cominciare a frenare.

Poi la frenata è un moto uniformemente decelerato: la velocità scende fino a zero e lo spazio è v² / (2a). Dipende dal quadrato della velocità: a velocità doppia la frenata è quattro volte più lunga. Su bagnato o neve l’aderenza è minore, a è più piccola e lo spazio cresce.

Nel grafico velocità-tempo i due spazi sono le due aree, grigia e rossa. Un messaggio sul telefono che allunga la reazione di un secondo e mezzo aggiunge decine di metri.

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