La riflessione

L’impulso sulla corda: estremo fisso ed estremo libero

Un colpo dato a una corda tesa produce un impulso che corre fino all’altro capo e torna indietro. Se il capo è legato a un muro l’impulso torna capovolto; se è libero di scorrere, come un anello su un’asta, torna dritto. La velocità dipende da quanto la corda è tesa e da quanto è pesante.

Velocità dell’impulso —
Tempo di andata e ritorno (10 m) —
L’impulso riflesso è —
Massa per metro della corda —
v = √(T / μ)
estremo fisso: riflesso capovolto; libero: riflesso dritto

Su una corda tesa la velocità delle onde è v = √(T / μ): più la corda è tesa, più l’impulso è veloce; più è pesante, più è lento. Quadruplicando la tensione la velocità raddoppia.

All’estremo fisso la corda non può muoversi. Quando l’impulso arriva, la corda tira il muro verso l’alto e il muro la tira verso il basso: parte un impulso capovolto. Il disegno lo costruisce sommando all’impulso vero un impulso «immagine» capovolto che arriva da oltre il muro (tratteggi).

All’estremo libero l’anello sale più del resto della corda e la rilancia nello stesso verso: l’impulso torna dritto. È lo stesso fenomeno della riflessione della luce e del suono.

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