L’urto anelastico

L’urto anelastico: la quantità di moto si conserva, l’energia no

In un urto anelastico i corpi si deformano o si agganciano: la quantità di moto totale si conserva lo stesso, ma una parte dell’energia cinetica diventa calore e deformazione. Quando restano attaccati l’urto è completamente anelastico, e si perde la massima energia possibile.

Velocità di A dopo l’urto —
Velocità di B dopo l’urto —
Quantità di moto totale (prima = dopo) —
Energia cinetica persa —
completamente anelastico: v’ = (m₁ v₁ + m₂ v₂) / (m₁ + m₂)
e = velocità di allontanamento / velocità di avvicinamento

Quando i due carrelli restano attaccati si muovono insieme con la velocità del centro di massa, (m₁ v₁ + m₂ v₂) / (m₁ + m₂): la quantità di moto è la stessa di prima. Con masse uguali e B fermo la velocità si dimezza, e l’energia cinetica si dimezza anche lei.

Dove va l’energia che manca? Nella deformazione dei respingenti, nel calore, nel rumore. L’energia totale si conserva sempre; quella cinetica no. L’energia che resta è quella del moto del centro di massa, che nessun urto interno può togliere.

Il coefficiente di restituzione e misura quanto rimbalzano: la velocità con cui si allontanano divisa per quella con cui si avvicinavano. e = 1 è l’urto elastico, e = 0 quello completamente anelastico; una palla da tennis ha e ≈ 0,7.

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