L’esperienza di Oersted: il campo di un filo
Nel 1820 Oersted notò che un ago magnetico vicino a un filo percorso da corrente deviava: fu la prima prova che elettricità e magnetismo sono legati. Un filo rettilineo crea un campo le cui linee sono circonferenze attorno al filo, con verso dato dalla regola della mano destra; l’intensità cala come 1 / r.
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μ₀ = 4π · 10⁻⁷ T m / A
Il filo è perpendicolare allo schermo: con la corrente uscente (⊙) le linee girano in verso antiorario, entrante (⊗) in verso orario. È la regola della mano destra: il pollice nel verso della corrente, le dita piegate danno il verso delle linee.
Il campo vale B = μ₀ I / (2π r): con 10 A a 5 cm è 40 μT, il doppio della componente orizzontale del campo terrestre (qui 20 μT, verso l’alto dello schermo). Ogni bussola si orienta lungo la somma dei due campi.
Togliendo il campo terrestre le bussole si dispongono esattamente lungo le circonferenze. Con il campo terrestre quelle lontane restano quasi a nord: il campo del filo, che cala come 1 / r, non riesce a girarle.
L’animazione mostra, la spiegazione fa capire
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